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Comune di Ponzano Monferrato

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VILLA LARBEL DI SALABUE

Giardino di Villa Larbel di Salabue

 

 

Il nucleo originario di Villa Larbel, documentato nel "Libro figurato " del 1773, era costituito da una modesta casa appartenente alla famiglia di Francesco Maria Sapelli, che sul finire del XVIII secolo rivestì la carica di sindaco della comunità di Salabue. Si deve a Sebastiano Antonio Sapelli l'ampliamento della proprietà e l'edificazione dell'attuale residenza. La sua residenza, ubicata in Salabue, fu realizzata all'inizio del XIX secolo mediante l'accorpamento di due fabbricati esistenti legati tra loro dalla manica in stile neoclassico con loggiato e frontone triangolare. La residenza passò per via ereditaria al conte Ferdinando Sapelli Melina (titolo ottenuto dall'unione del proprio cognome a quello materno Melina di Capriglio) che risiedendo a Torino utilizzò la villa come luogo di villeggiatura fino alla seconda metà dell'Ottocento, quando la "casa con superbo giardino (ove si trovano due cedri del Libano)" fu acquistata dalla famiglia genovese Moio-Maffei. Con l'inizio del XX secolo il toponimo fu trasformato in "villa Restano", nome dei nuovi proprietari della villa. Il giardino, posto su un ampio terrazzamento antistante la residenza, faceva probabilmente parte del progetto di abbellimento della villa iniziato dal conte Sebastiano Sapelli e nonostante non si conosca la sistemazione originaria, non pare scorretto supporre, in base all'analisi delle specie arboree esistenti, che fosse caratterizzato da un impianto informale molto simile alla attuale situazione. La bella facciata fu valorizzata mediante l'impostazione nel suo punto centrale dell'asse principale del giardino, creando un cannocchiale ottico di notevole bellezza paesaggistica fruibile dall'affaccio del loggiato. Nel rispetto dei canoni "di tendenza" che si andavano diffondendo verso la fine dell'Ottocento, la zona centrale del giardino ricevette un'impostazione formale, caratterizzata da una aiuola centrale presumibilmente molto simile a quella circolare ancora esistente, utilizzata come recipiente per le piante da fiore che, regolarmente sostituite in ogni stagione, dovevano garantire la presenza di macchie colorate. Per Giuseppe Niccolini era “la casa dal superbo giardino”. Oggi è Villa Larbel, e il suo giardino, come già nella seconda metà dell’Ottocento, a buon diritto può essere definito superbo: per la raffinata eleganza esaltata dal paesaggio incontaminato su cui si affaccia, come anche per la ricchezza botanica e la cura con cui viene mantenuto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giardino di Villa Larbel di Salabue

 

Un’elegante cancellata, quindi un prato curatissimo intervallato dai passaggi pedonale e carraio; a destra olivi e una quinta di bambù, sul fondo numerosi ippocastani.

 A sinistra alcuni tigli e un’accattivante veduta d’insieme della villa e della sua pertinenza a verde, anticipata da una bordura di vasi di limoni e di bellissime begonie.

 Si nota allora che il parco si estende pianeggiante ad un livello inferiore di pochi gradini rispetto all’ampio spazio davanti alla villa ombreggiato per un tratto da una rosa Mermaid e ingentilito per tutta la sua lunghezza dal giardino ricolmo di rose arbustive: le loro diverse tonalità, il blu intenso del ceratostigma ai loro piedi, il rosso vinaccia del berberis scandito da sfere di bosso, le pannocchie rosa violetto delle lagestroemie rappresentano

piacevoli note colorate tra la facciata color crema della dimora e il verde più o meno intenso degli alberi del parco e quello smeraldino del tappeto erboso ai loro piedi.

Una breve scala a due rampe avvolta dal profumo del rincospermo unisce il giardino al parco, al centro del quale svetta una palma da una bordura tappezzante di iperico calicino. Altre palme crescono intorno, e poi tassi, un imponente cedro del Libano, una magnolia, un albero della canfora che si trova benissimo in quel luogo, e tanti arbusti qua e là - alcuni dei quali tenuti in forma dalle potature - accostati in modo da formare piacevoli abbinamenti e contrasti di tessiture e sfumature.

 Vialetti sinuosi s’inoltrano tra il verde del prato, abbracciano l’aiuola centrale, aggiungono la balconata che si protende su vigne e lembi di bosco.

Per Giuseppe Niccolini era “la casa dal superbo giardino”.

Oggi è Villa Larbel, e il suo giardino, come già nella seconda metà dell’Ottocento, a buon diritto può essere definito superbo: per la raffinata eleganza esaltata dal paesaggio

incontaminato su cui si affaccia, per la ricchezza botanica e la cura con cui viene mantenuto.

 

 

 

Villa Larbel, mentioned in the “Libro figurato” of 1773, was initially an unpretentious house belonging to the family of Francesco Maria Sapelli who, in the late XVIII century, became the major of the community of Salabue.
The expansion of the property and the construction of the current residence are due to Sebastiano Antonio Sapelli. His residence, located in Salabue, was built in the early XIX century: two separate buildings, connected together by a neoclassical wing with an open gallery and a triangular pediment, were unified.
Then the residence was inherited by Count Ferdinando Sapelli Melina (“Melina di Capriglio” was the surname of his mother). He lived in Turin but he spent his holidays in the residence in Salabue until the second half of the XIX century, when the Moio-Maffei Family, from Genoa, purchased “the house with a superb garden (where two cedars of Lebanon grow)”.
At the beginning of the XX century the toponym of the residence was changed to “Villa Restano”, which was the name of its new owners.
The garden dates back to the XIX century, when Count Sebastiano Sapelli lived in the residence and wanted to beautify it. Although nobody knows its original arrangement and features,  we can suppose that they were similar to the current ones. In fact the plants that grow in the garden have been analyzed and the results of the analysis show that, originally, it was characterized by an informal layout. We can see the entire garden and a wonderful landscape, if we stand on the open gallery.
According to trends that were spreading in the late XIX century, the layout of the central area of the garden was formal: it was characterized by a flower bed where colorful flowering plants were grown. That flower bed was presumably similar to the circular one that is still situated in the middle of the garden. 

The garden of  Villa Larbel

An elegant gate is connected to a well-kept garden crossed by pedestrian crossings and driveways; on the right there are some olive trees and a bamboo fence while in the background a lot of chestnuts.
On the left there are some lindens and a captivating view of the residence bordered by lemon trees and begonias grown in pots.
In front of the house there is a large area , partly shaded by a Mermaid rose and embellished along its entire length by shrub roses that are grown in the garden.
Moreover the various shades of the roses, the intense blue ceratostigma, the wine red barberry alternated with boxwood shrubs, the pink-violet crape myrtles, the cream-colored façade of the residence and the various shades of green of the lawn and the trees create a great harmony of colors.
A good fragrance emanates from the star jasmine and surrounds a short staircase which connects the garden to the park. A palm tree, bordered by Hypericum calycinum  stands in the middle of the park and other palm trees, some yews, a huge cedar of Lebanon, a magnolia, a camphor tree and a lot of shrubs (some of which are regularly pruned) grow nearby and create pleasant combinations and contrasts of shades and textures.
Meandering paths situated in the lawn surround the central flower bed and reach the terrace which overlooks vineyards and patches of wood.
Nowadays “the house with the garden” is Villa Larbel and its garden is still superb because of its elegance emphasized by the wonderful landscape that it overlooks, its botanical richness and its careful maintenance.